Indro. Due complici che si sono divertiti a vivere e a scrivere

Indro. Due complici che si sono divertiti a vivere e a scrivere - Giorgio Soavi | Kritjur.org Siamo lieti di presentare il libro di Creature di un sol giorno. I greci e il mistero dell'esistenza, scritto da Mauro Bonazzi. Scaricate il libro di Creature di un sol giorno. I greci e il mistero dell'esistenza in formato PDF, TXT, FB2 o in qualsiasi altro formato possibile su kritjur.org.

INFORMAZIONE

AUTRICE/AUTORE
Giorgio Soavi
DIMENSIONE
10,77 MB
NOME DEL FILE
Indro. Due complici che si sono divertiti a vivere e a scrivere.pdf
ISBN
9612103567819

DESCRIZIONE

"Il nostro è stato un caso unico nella storia del giornalismo italiano", afferma Giorgio Soavi. Ma il primo incontro con Indro Montanelli, verso la fine degli anni '50, non fu dei più cordiali. Poi le cose cambiarono e tra loro si stabilì un curioso patto non scritto di belligeranza fatto di lazzi, risse verbali e quel pizzico di sana cattiveria che dà sapore a persone, situazioni e cose. Palcoscenico prediletto, quello delle "Lettere al Direttore" sul "Giornale" che Montanelli fondò e diresse per vent'anni (e al quale Soavi trovò il nome), dove i duellanti si scontrarono senza esclusione di colpi sul terreno dello scherzo e di un'ironia anche feroce. Il gioco li divertì al punto che non seppero più farne a meno anche al di fuori dell'alveo professionale, dove continuarono a rappresentare - non solo in punta di penna - uno spettacolo diventato per entrambi una virtù necessaria acquisita per caso. Ciascuno dei due poteva farsi beffe dell'altro, prenderlo in giro con affetto e malizia, come in un gioco teatrale: scherzare seriamente sugli aspetti più plateali di quella commedia che è la vita divenne il rito di un'amicizia profonda. Le ragioni di questo quotidiano divertimento stavano, molto semplicemente, nella libertà di spirito, talora intinta nel fiele dell'eleganza, cui nessuno dei due volle mai rinunciare. Nessuno li costrinse a un esercizio che aveva il proprio fondamento nella comune insofferenza per la banalità. Ma queste pagine, scritte tra passato e presente con un soffio di leggerezza surreale, in cui l'autore è ben consapevole del suo ruolo di 'spalla' nei confronti del grande giornalista, ci consegnano un Montanelli visto, da un osservatorio privilegiato, in tanti episodi (e idiosincrasie) della vita di ogni giorno. La sua figura giacomettiana, con "quella parete di ossa che era il suo volto", la sua pazientissima insofferenza, lo sguardo a un tempo deciso e indifeso, escono vividi dagli aneddoti e dalle conversazioni che Soavi riporta, insieme ad alcune lettere dall'aldiquà in cui la nostalgia è stemperata dal sorriso: come se Indro fosse ancora qui, durante una passeggiata al tepore del ricordo.

Poco dopo la morte del grande vecchio del giornalismo italiano, Soavi gli dedicò un libro affettuoso - Indro (Longanesi 2002) - il cui sottotitolo, non a caso, è: Due complici che si sono divertiti a vivere e a scrivere. Perchè vivere? La domanda di questi giorni è : Perché Vivere? Non riesco a trovare qualcosa per la quale valga la pena vivere, l'unica cosa che mi tiene qui sono i miei genitori e mia sorella, loro non meritano un dolore così grande, non meritano di perdere una persona alla quale vogliono tanto bene. Indro. Due complici che si sono divertiti a vivere e a scrivere.

Due complici che si sono divertiti a vivere e a scrivere, Milano, Longanesi, 2002 Gian-Luca Mazzini, Montanelli mi ha detto. Avventure, aneddoti, ricordi del più grande giornalista italiano, Il Cerchio, Rimini 2002.

LIBRI CORRELATI