Dall'atleta incatenato al campione celeste. Escatologia e metafora agonistica nella Lettera ai Filippesi

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INFORMAZIONE

AUTRICE/AUTORE
Andelo Maly
DIMENSIONE
10,60 MB
NOME DEL FILE
Dall'atleta incatenato al campione celeste. Escatologia e metafora agonistica nella Lettera ai Filippesi.pdf
ISBN
4171927235257

DESCRIZIONE

Ormai quasi al termine del suo ministero apostolico, Paolo si trova a Roma, la sua vita sembra giungere alla fine ed è convinto di non aver ancora raggiunto la perfezione verso la quale è proteso come un atleta. La mèta finale della sua esistenza, e di quella dei credenti, si trova lassù, nei cieli, dove e quando tutto sarà «trasformato». Per questo motivo l'Apostolo può essere considerato un «atleta incatenato» che lotta con e per il Vangelo, al fine di diventare un «campione celeste» e ottenere il «premio celeste». Il linguaggio agonistico sportivo e quello escatologico mostrano come nell'orizzonte del pensiero escatologico paolino l'intreccio delle varie dimensioni (temporale/spaziale, individuale/collettiva e statica/dinamica) faccia affiorare un quadro del tutto particolare nella corrispondenza con i Filippesi. Il linguaggio dell'Apostolo in rapporto all'escatologia risulta ricco, complesso e variato e come tale non presenta un'unica prospettiva o dimensione escatologica, ma cerca sempre il modo migliore per esprimere ai suoi destinatari il mistero della vita in Cristo. I cambiamenti linguistici fanno percepire un'evoluzione nella comprensione di Paolo in relazione a ciò che riguarda le cose ultime. In altre parole, l'orizzonte escatologico della Lettera ai Filippesi non esprime tanto una concezione nuova degli «éschata»(presenti altrove nell'epistolario paolino), quanto il modo nuovo con cui l'Apostolo riesce a parlare in forma «dicibile» delle cose «indicibili».

Escatologia e metafora ago-nistica nella Lettera ai Filippesi (RivB Suppl. 63), EDB, Bologna 2017, p.

15 S 1492 Thompson, James, 1942- . The testimony of the exalted Jesus in the Book of Revelation / Sarah S.U.

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