Beati quelli che piangono

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INFORMAZIONE

AUTRICE/AUTORE
Emilia Villoresi
DIMENSIONE
4,44 MB
NOME DEL FILE
Beati quelli che piangono.pdf
ISBN
1468004252132

DESCRIZIONE

"Come le leggi della matematica e della fisica che sono eterne, così il dolore. Teorema che vale qui ed ai confini dell'universo. Il sentire sovrano capace di attraversare, titanico masso erratico che s'incista inamovibile, il tempo della letteratura e la fa classica. Da quando si scavò, laggiù in un qualche angolo di terra dislocata in un qualche luogo, una fossa, e si depose un corpo chiuso a protezione e nutrimento di ventre materno, quella terra indica che laggiù un nostro coetaneo attende in un riposo, definito morte, indicibile. Ed i suoi coetanei, che sono anche nostri, lo onorarono. Il tema del sacro inizia così, anticipando di gran lunga la venuta di ogni religione. Si potrebbe, seguendo questo indirizzo, bussola del sentire umano, dichiarare che il divino, letto come aggettivo, anticipa ogni divinità, che n'è il sostantivo. Le lacrime dunque, vanno e vanno come vanno i torrenti nei fiumi, i mari negli oceani, entro quell'eternità che la materia riflette nella sua vastità confinata che la sola musica dislega all'aperto inteso come l'infinito di tutte le cose finite." (Emanuele Torreggiani)

8 Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. 9 Beati gli operatori di pace, Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati (Mt 5,4) Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Abbiamo intrapreso il viaggio nelle Beatitudini e oggi ci soffermiamo sulla seconda: Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Catechesi sulle Beatitudini: 3.

Beati coloro che hanno lacrime di preghiera, di adorazione, di gratitudine, di amore, di commozione, come la peccatrice che bagnò di lacrime i piedi di Gesù. Ma beati quei che piangono i peccati che si commettono nel mondo, i peccati che abbiam commesso noi, il tempo perduto, la mancanza di corrispondenza alla grazia. E beati quelli che specialmente negli esercizi, nei ritiri mensili si esercitano, si portano sino a piangere una venialità qualunque, perché è sempre un disgusto fatto a Dio. Ancora una volta è necessario tornare ad ascoltare la Sua voce, che i suoi occhi tornino a dire: "Beati quelli che piangono".

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