I russi

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INFORMAZIONE

AUTRICE/AUTORE
Tommaso Landolfi
DIMENSIONE
8,78 MB
NOME DEL FILE
I russi.pdf
ISBN
5845776163367

DESCRIZIONE

Nel 1928 Landolfi è studente all'Università di Firenze. Dai corsi ufficiali, però, si tiene "a rispettosa distanza": la sua unica, "beata", occupazione è parlare per notti intere di letteratura con gli amici Carlo Bo, Leone Traverso e Renato Poggioli. "Lì era la nostra università," ricorda "a quella vera non andavamo mai". E grazie a Poggioli che scopre la letteratura russa: e in questa disciplina, che a Firenze allora nessuno professava, si laureerà nel 1932 con una tesi sull'opera di Anna Achmatova. Intanto, nel 1930, sono usciti un racconto, Maria Giuseppa, e la recensione al Re Lear delle Steppe di Turgenev: il suo doppio destino - di scrittore e di slavista - è segnato. Ma slavista è forse il termine meno adatto. Incontrando la letteratura russa, Landolfi incontra in realtà una parte di sé: e l'"uomo superfluo" - in cui confluiscono senso di estraneità, stanchezza spirituale, profondo scetticismo - diventa uno specchio nel quale non cesserà di guardarsi. Per non parlare del dualismo morale, dei fantasmi, dell'innocenza russa, di Gogol' e Dostoevskij, che entrano stabilmente fra gli agenti attivi della sua immaginazione, per poi rifluire nella narrativa. Non meraviglia allora che in Russia Landolfi non sia mai andato: quel paese era per lui, e sarebbe rimasto, un'immagine, la matrice di una letteratura consegnata a un "eterno romanticismo", nonché di scrittori irriducibili agli schemi, capaci di ricreare da capo il proprio mondo. Né meraviglia che il prestigio di russista gli sia apparso da ultimo una persecuzione: proprio come le traduzioni, lavori venali che, diceva, sempre più mi allontanano dal mio proprio lavoro. Resta il fatto che, al di là delle scintillanti e magistrali versioni che sino al 1967 Landolfi ha continuato a produrre, i suoi iscritti sulla letteratura russa rivelano una capacità di intuirla che non ha molti uguali nel nostro. Novecento: e che ci lascia ammirati.

Paolo Nori a Late Show, Radio 2, 13 ottobre 2019. Letteratura russa: ecco perché fa male, di Gino Ruozzi, Il Sole 24 Ore, 15 dicembre 2019 Ai russi piace alzare il gomito, soprattutto per bere vodka In generale si può affermare che è vero, i russi amano bere molto.

Letteratura russa: ecco perché fa male, di Gino Ruozzi, Il Sole 24 Ore, 15 dicembre 2019 Ai russi piace alzare il gomito, soprattutto per bere vodka In generale si può affermare che è vero, i russi amano bere molto. Le ultime statistiche dell'OMS ci dicono, infatti, che ogni anno bevono una media pro capite di 15 litri di alcol puro , un dato molto alto sia a livello europeo sia mondiale (la stessa statistica dice che in Italia il consumo si ferma a meno di 7 litri pro capite). I ministeri degli Esteri e della Difesa: "Inopportuno l'attacco del ministero degli Esteri russo contro La Stampa" I nostri servizi sulla presenza dei militari di Mosca, l'irritazione del ... Uno dei romanzieri russi più importanti di tutti i tempi, Solzhenitsyn ricevette il Premio Nobel per la letteratura nel 1970.

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